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Il processo ad Adolph Eichmann. Una lezione di storia e di giustizia

Il processo ad Adolph Eichmann ha rappresentato per lo Stato ebraico l’opportunità di riesaminare la propria comprensione dell’Olocausto.

 

Il processo ad Adolph Eichmann ebbe anche la funzione di ricordare agli altri Paesi che l’Olocausto li obbligava a sostenere l’unico Stato ebraico esistente sulla terra.

 

Prima che iniziasse il processo ad Adolph Eichmann i ricordi e la lezione della Shoah non facevano parte del sentire comune dell’opinione pubblica israeliana.

 

Gli israeliani trovavano difficoltà nel comprendere la morte di sei milioni di ebrei senza opporre resistenza.

 

Gli ebrei morti durante l’Olocausto rappresentavano i tratti peggiori degli ebrei esiliati, poiché non si erano opposti ai nazisti.

 

Certi strati dell’opinione pubblica israeliana avevano preferito che i sopravvissuti tacessero i loro ricordi, concentrandosi sul futuro piuttosto che sul passato.

 

In Israele, il sopravvissuto divenne una figura eccentrica, senza parole, muta, che viveva ai margini della società e spesso al limite della follia.

 

Il processo ad Adolph Eichmann permise alla storia della Shoah di acquisire una dimensione specifica, a se stante, dando ai sopravvissuti il ruolo di resistenti attivi al nazismo anche in un ghetto.

 

Il processo ad Adolph Eichmann è il terzo saggio, dopo Notizie dalla Shoah. “La Stampa” racconta l’Olocausto e Italia e Israele, dedicato alle tematiche ebraiche nel quotidiano torinese.  

 

Storia in Network ha pubblicato il saggio.

 

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