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La memoria delle ceneri

La memoria delle ceneri è un romanzo scritto a quattro mani da Daniela Franceschi e Simone Valtorta. È il risultato di cinque anni di lavoro, revisioni, riscritture anche profonde, tanto che chi leggesse la prima e l’ultima versione dell’opera, si troverebbe di fronte a due storie completamente diverse. Il 18 giugno di quest’anno, il romanzo è uscito nelle librerie, edito da La Torre dei Venti (prezzo: € 12,00; pagine: 160; ISBN: 979-12-80053-06-0; collana: Ostro). È disponibile in tutte le librerie e online sul sito della casa editrice (www.latorredeiventi.it).

La storia si ambienta nei primi anni Ottanta in una Parigi cupa e funerea, ben diversa dalla «ville lumière» cui di solito si pensa, ma la vicenda affonda le sue radici in un passato ancora più remoto, precisamente nella deportazione degli Ebrei Parigini nei campi di sterminio nazisti fatta dalla gendarmeria francese nel 1942, probabilmente sotto la pressione degli occupanti tedeschi.

È un fatto storico ancora poco conosciuto, che ha provocato la quasi totale uccisione dei 13.000 Ebrei rastrellati (tutti di nazionalità straniera). Solo su due punti Daniela e Simone si sono discostati dalla realtà storica, per esigenze di narrazione: sul fatto che tra i soli 111 superstiti ci fosse stata anche una bambina (nessun bambino tornò indietro dai campi di prigionia) e sul fatto che nel 1982 ci fosse una persona con conoscenze così approfondite sul fatto (fino a una ventina di anni fa era stato del tutto taciuto, perché non metteva in buona luce le molte persone che erano rimaste indifferenti o avevano addirittura collaborato). Lo stesso titolo, La memoria delle ceneri, rimanda sia alla «Giornata della Memoria», sia alle ceneri degli Ebrei bruciati nei forni crematori dei lager.

 

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