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Partiti populisti in Europa

I partiti populisti, non solo quelli di orientamento di destra, colmano un vuoto e si presentano come l’unica alternativa all’establishment politico obsoleto e fossilizzato. Nella maggior parte dei Paesi, questo sviluppo ha favorito la destra, dato che l’alternativa di sinistra è troppo debole o cooptata nell’establishment politico o rappresentata nel Governo - come nel caso dei Verdi. I partiti populisti di estrema destra sono attenti a costruire un discorso legittimo sull’immigrazione e sul fallimento dell’integrazione.

 

Un aspetto poco studiato, ma che merita un approfondimento, è quello dell’antisemitismo presente nei partiti populisti. I partiti populisti di estrema destra contemporanei sono violentemente anti-cosmopoliti e antiglobalizzazione - anche se in alcune regioni (in particolare nell’Europa occidentale) il tradizionale antisemitismo (razzista/biologico/cristiano) svolge un ruolo significativamente minore rispetto al passato.

 

Un’analisi più approfondita rivela inoltre la natura estremista dei partiti populisti, le loro idee non democratiche e una generale avversione per tutto ciò che è giudicato “estraneo”.

 

È importante sottolineare che, dal 2008, la crisi dei rifugiati, la recessione economica, l’aumento della disoccupazione e la crisi di identità sono solo alcuni dei fattori che hanno determinato il “passaggio all’estrema destra”. L’antisemitismo accompagna questo fenomeno, ma non dappertutto nello stesso modo: in Paesi con un passato fascista e nazionalsocialista, l’antisemitismo sembra essere parte integrante della destra populista e dell’estrema destra (quindi, in Grecia, Austria, Germania, Ungheria, Portogallo, Spagna, Romania, Ucraina). Nel contempo in altri Paesi, per lo più nell’Europa occidentale, il crescente antisemitismo musulmano ha portato i partiti di destra ad allinearsi alle rispettive comunità ebraiche, con l’obiettivo di strumentalizzarne i sentimenti anti-islamici durante le campagne elettorali (Danimarca, Francia, Belgio, Svezia e Paesi Bassi). In questi ultimi Paesi, domina un polarizzato dibattito su Israele, mentre nell’Europa orientale, meridionale e nell’Europa centrale, si ripresentano tropi antisemiti di matrice cristiana. In effetti, diversi leader di partiti populisti della destra radicale si sono recati in Israele per sottolineare la loro simpatia verso lo Stato ebraico; tuttavia, in Israele, preferiscono incontrare i partiti di estrema destra israeliani, con i quali condividono una retorica esclusivista, con l’intendo di formare alleanze anti-musulmani.

 

L’articolo è stato pubblicato da Storia in Network e da L’Informale.

 

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