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Come scrivere una buona tesi di laurea in storia

 

Prima di tutto dovremmo chiederci: cosa fa sì che una buona tesi di laurea in storia sia tale? Probabilmente due persone non troverebbero un accordo, se non altro perché ognuno attribuisce alla qualità delle caratteristiche differenti. Ciò che segue, quindi, ignora le questioni filosofiche e offre invece consigli pratici su come scrivere una tesi di laura in storia che possa ottenere un buon voto in sede di sessione di laurea.

La relazione

I testimoni in tribunale promettono di dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità. Tutti gli studenti di storia dovrebbero prestare un giuramento simile: rispondere alla domanda che è alla base della propria tesi di laurea, all’intera domanda e a nient’altro che a quella domanda. Questa è la regola numero uno. Si può scrivere brillantemente e argomentare con ricchezza di fonti, ma non se c’è alcuna relazione con la domanda che è alla base della tesi è inutile. In altre parole, si deve riflettere molto attentamente sulla domanda a cui viene chiesto di rispondere. Siate certi di evitare l’errore fatale di quegli studenti che rispondono alla domanda che il loro relatore non aveva posto. Prendetevi il vostro tempo, studiate attentamente la formulazione del tema della vostra tesi di laurea ed assicuratevi di averla compresa a fondo.

Se, ad esempio, il fulcro della vostra tesi di laurea è la salita al potere di Hitler, è necessario definire in che cosa consistette questo processo di acquisizione del potere. C’è stato qualche evento specifico che segna il suo raggiungimento del potere? Se vi focalizzate immediatamente sulla sua nomina a cancelliere, pensate attentamente a quali poteri effettivi questa posizione gli ha conferito. Quando è iniziata l’ascesa al potere? Avete bisogno di menzionare la nascita e l’infanzia di Hitler o l’iperinflazione degli anni Venti? Se riuscite a stabilire quali anni sono rilevanti- e di conseguenza quelli irrilevanti- sarete ad un ottimo punto. Quindi, potrete scegliere i diversi fattori che spiegano l’ascesa di Hitler.

Se vi viene chiesto di spiegare i successi di un particolare individuo, di nuovo evitate di scrivere la prima cosa che vi viene in mente. Pesante ai possibili successi. In tal modo, ci si confronterà immediatamente con il problema di definire “il successo”. Cosa significa veramente? È il raggiungimento dei propri obiettivi? È oggettivo (un dato di fatto) o soggettivo (una questione di opinione)? Dobbiamo considerare i successi a breve o a lungo termine? Se una persona beneficia di una straordinaria fortuna è ancora successo? Essere alle prese con il problema della definizione vi aiuterà a compilare un elenco dei successi, e potrete poi procedere a spiegarli, delineando le loro origini e individuando come e perché si sono verificati. C’è un fattore chiave comune nei successi? Se è così, questo potrebbe costituire il tema centrale della vostra “risposta” /tesi di laurea.

La parola chiave dei paragrafi precedenti è pensare. Questo dovrebbe essere differenziato dal ricordare, dal sognare ad occhi aperti e dalle speculazioni. Pensare è raramente un’impresa piacevole, e molti di noi escogitano molti stratagemmi per evitarlo. Ma sfortunatamente non c’è alternativa se volete il massimo dei voti. Quindi pensate più che potete sul significato della “domanda”, sui problemi che pone e sui modi in cui potete rispondere. Dovete pensare e pensare intensamente e poi dovreste ripensarci, cercando di trovare delle scappatoie nel vostro ragionamento. Alla fine quasi sicuramente vi sentirete confusi. Non preoccupatevi: la confusione è spesso una tappa necessaria per raggiungere la chiarezza. Se vi sentite totalmente confusi, fate una pausa. Quando ritornerete a pensare alla “domanda”, può darsi che i problemi si siano risolti da soli. In caso contrario, concedetevi più tempo. Potreste scoprire che le buone idee nascono in momenti inaspettati.

Dovete pensarci da soli e trovare una brillante idea per scrivere una buona tesi di laurea in storia. Ovviamente potrete anche seguire la mandria e ripetere una interpretazione già nota. Ma qui nascono dei problemi. In primo luogo, cosa distingue il vostro lavoro da quello di tutti gli altri? Secondo, è molto improbabile che altri saggi o tesi di laurea siano alle prese con la stessa domanda che è stata posta a voi.

L’importanza del primo paragrafo

 Ogni parte di una tesi di laurea è importante, ma il primo paragrafo è vitale. Questa è la prima occasione per impressionare- o deprimere- un relatore e le prime impressioni sono spesso decisive. L’ importante è dimostrare la vostra comprensione del tema della tesi. Qui fornite le vostre definizioni dei termini chiave attentamente studiati, e qui stabilite le tempistiche e le questioni rilevanti- in altre parole, i parametri della “domanda” alla base della tesi. Inoltre, dividete la domanda generale in suddivisioni più gestibili, o domande più piccole, su ognuna delle quali scriverete successivamente un paragrafo. Formulate un argomento, o anche linee argomentative alternative, che sosterrete più avanti nel saggio. Quindi il primo paragrafo- o potreste dividere questa sezione di apertura in due paragrafi- è la chiave per una buona tesi di laurea in storia.

Leggendo un buon primo paragrafo, un relatore sarà sicuramente rassicurato sul fatto che il suo autore sia nella giusta direzione, pertinente, analitico e rigoroso. Probabilmente tirerà un sospiro di sollievo pensando che c’è almeno uno studente che evita le due insidie più comuni. Il primo è ignorare la “domanda”. Il secondo è scrivere una narrazione degli eventi- spesso cominciando dalla nascita di un individuo- con un mezzo tentativo di rispondere alla “domanda” base nell’ultimo paragrafo.

Paragrafi centrali

Philip Larkin ha detto una volta che il romanzo moderno consiste in un inizio, un pasticcio e una fine. Lo stesso è, ahimè, fin troppo vero per molte tesi di laurea in storia. Ma se avete scritto una buona sezione di apertura, in cui avete suddiviso la “domanda” generale in aree separate e gestibili, il vostro tema non sarà confuso; sarà coerente.

Dovrebbe essere ovvio, dai vostri paragrafi centrali, a quale “domanda” state rispondendo. Effettivamente, una buona prova per una tesi di laurea in storia sarebbe far leggere i paragrafi centrali ad un lettore, e se il lavoro è ben fatto esso dovrebbe indovinarne il titolo senza vederlo. Quindi considerate di iniziare ogni paragrafo centrale con una generalizzazione pertinente alla “domanda”. Quindi potete sviluppare questa idea e sostenerla con delle prove. Dovete effettuare una selezione delle prove (cioè fatti e citazioni) per sostenere l’argomento che avete scelto.

I laureandi in storia dovrebbero avere molta familiarità con le principali interpretazioni degli storici. Non ignorate questo consiglio.

 

Considerazioni finali

 Una buona tesi di laurea in storia è quella che è stata rivista più volte; e i migliori studenti sono quelli più autocritici. Prendete l’abitudine di criticare le vostre prime bozze, e non siate mai soddisfatti. Inoltre, tenete conto dei feedback che ricevete dal relatore della tesi. Non limitatevi a guardare i segni della sua penna sul vostro lavoro; leggete attentamente i commenti. Se un relatore non vi consiglia come fare ancora meglio la prossima volta, non sta facendo il suo lavoro correttamente.

 

La struttura dei paragrafi raccomandata sopra è solo una guida, niente di più, e potete scrivere un’ottima tesi di laurea in storia usando una disposizione di materiali molto diversa. Allo stesso modo, anche se sarebbe molto positivo se voi scriveste in una prosa espressiva, spiritosa e frizzante, oltre che provocatoria, potete comunque ottenere il massimo dei voti anche se la vostra tesi è seria, monotona e addirittura noiosa.

C'è un numero infinito di modi di scrivere una tesi di laurea in storia perché ogni forma di scrittura è un mezzo di autoespressione. La vostra tesi di laurea in storia sarà unica: sta a voi assicurarvi che sia unicamente buona, non univocamente mediocre.

 

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